Costa Rica con bambini? questa è stata una delle tante domande che ci siamo posti prima di partire, la risposta e stata Si!!

Siamo partiti con tante attese, Edoardo e Lucrezia erano molto eccitati già solo per prendere l’aereo figuriamoci quando saremmo arrivati.

La partenza da Milano è stata una delle cose più tristi, dovevano definitivamente salutare i nonni Sergio e Rita per la partenza, sebbene anche il saluto con nonna Maria e nonno Francesco non fosse stata una passeggiata di salute, questo era ancora più vero…eravamo in aeroporto.

Fortunatamente oltrepassata la porta del check in , erano talmente tante le cose da fare che la malinconia è stata, temporaneamente messa da parte.

Abbiamo valigie enormi , tutta la nostra vita in quattro valigie da 25 kg l’una per la stiva, e quattro trolley che ognuno di noi portava con se in cabina, senza dimenticarsi Scimpa e Neve , la scimmietta e il gattino porta fortuna, guai a dimenticarseli a casa….anche se poi ci sarà a mamma a sorvegliare che non siano dimenticati in giro, beh vedere una donna adulta che abbraccia due peluche, devo dire che non è uno spettacolo da tutti i giorni, salvo che non si frequenti i reparti di psichiatria di qualche buon ospedale…

[dt_sc_h3]Ma torniamo alla storia e ai loro protagonisti Edoardo e Lucrezia due gemellini di otto anni[/dt_sc_h3]

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Fatte tutte le procedure per la partenza , ci ritroviamo in attesa dell’ aereo che ci avrebbe portati in Costa Rica, e li riaffiora la malinconia…

Ma perché partiamo? Chiede Edoardo
E i nonni non li rivedremo più? Chiede Lucrezia

Quante domande , giuste dal loro punto di vista, ma altrettanto complicate dal nostro per dare risposte certe.

Quindi con pazienza si inizia a rispondere:

partiamo perché andremo a lavorare in Costa Rica, vivremo in un posto bellissimo, dove avrete modo di conoscere gente nuova e posti fantastici, ma state tranquilli non dimenticheremo nessuno e appena possibile torneremo a trovarli o magari verranno loro da noi….

Quindi voliamo in un posto tanto lontano? Chiede Edoardo

E come faremo per la lingua, io non so parlare il costarichese … chiede Lucrezia.

Ivan ed io sorridiamo e con calma spieghiamo loro che sì il volo sarà per molto lontano ma che ogni domenica e ogni volta che  ne avranno voglia potremo collegarci con Skype per vedere le persone cui vogliamo bene, nonni,  zii, cugini e amici,  e che le lingue che andremo a parlare saranno lo spagnolo e l’ inglese, e saremo orgogliosi di loro quando potranno parlare benissimo ben tre lingue…

La scuola ? Unanime la richiesta.

Tranquilli , mamma e papà si sono informati prima di partire e siete stati iscritti a una scuola che si chiama Lakeside International School, sarà bellissimo vedrete , iniziare con compagni nuovi e insegnati bravissimi….

Fortunatamente è ora di partire quindi temporaneamente le domande s’interrompono…ma ricominceranno presto.

Il volo procede tranquillamente , facciamo anche uno scalo a Miami che spezza un po’ la monotonia e ci permette di iniziare a intavolare nuovi discorsi.

[dt_sc_h3]Bene siamo arrivati… aeroporto di Liberia siamo in Costa Rica  con bambini, valigie e tanti progetti[/dt_sc_h3]

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Dal loro punto di vista tutto è bello, nuovo, caldo, c’è il mare anzi l’ oceano pacifico , c’è la piscina…non capiscono molto ma i cartoni animati aiutano tantissimo, siamo anche fortunati che essendo in due si fanno compagnia i primi giorni e poi come tutti i bambini, che non hanno di sicuro i pregiudizi dei grandi, iniziano le loro amicizie…

Uno spettacolo vederli parlare con uno spagnolo approssimativo , aggiungendo delle S qua e la, ma da buon Italiani, con i gesti ci si fa sempre capire.

 

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Passate, le vacanze è ora di iniziare la scuola e li devo dire tasto molto dolente, prima di tutto sono stati separati con le classi, che a nostro avviso è stata veramente una grande fortuna poiché Edoardo , essendo il più timido dei due, ha dovuto necessariamente tirare fuori il carattere e farsi amici nuovi….ma il problema principale era la lingua, inglese per tutto il tempo, e loro poverini non capivano nulla…..

Al principio studiare in un’altra lingua li stava facendo impazzire, loro e noi….

Ricordo che non capivano una sola parola e a scuola non ci volevano più andare, perché gli era insopportabile, la notte entrambi avevano paura di addormentarsi per dover poi andare a scuola il giorno dopo, Edoardo addirittura gli erano aumentati i casi di sonnambulismo.

E’ stato difficile,  non lo nego, adattarsi a nuovi orari, a nuovi modi, a nuovi affetti , ero veramente molto preoccupata e a Ivan, povero santo, continuavo a fare la stessa domanda….stiamo facendo la cosa giusta???

Poi un giorno,dopo circa una settimana di patimento, si sono svegliati, felici perché dovevano andare a scuola.

Hanno compreso che era bello andare in una scuola dove i professori interrompono le lezioni per fare magari una sola battuta, dove i compagni ti salutano col più sincero sorriso, dove gli animali più strani, uccellini, libellule grandissime… si posano sul vetro della finestra dell’aula, dove tutto è un po’ più semplice ….se preso con il sorriso.

Qualsiasi cosa, anche la meno gradevole, si affronta con serenità, la competizione è rara incontrarla, e gli studenti abbracciano i maestri, come vecchi amici, dicendogli che gli vogliono bene e a loro volta gli insegnanti capiscono le difficoltà degli allievi e con pazienza e amore cercano di portali in breve tempo al passo degli altri…

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Questo è stato il perché di punto in bianco hanno deciso che la Costa Rica era la loro casa che la Lakeside International School, la loro scuola, e più passa il tempo più le domande del perché ci siamo trasferiti diminuiscono…

E’ bellissimo sentirli paralare in spagnolo e in inglese, e pensare che si siano avvicinati a realtà diverse che gli permetteranno un giorno di non avere pregiudizi e di vivere a pieno una vita , in qualsiasi parte del mondo.

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Da mamma e papà l’ augurio che tutto quello che stiamo cercando di trasmettervi vi possa essere di aiuto per l’essere l’ Uomo e la Donna che meritate di essere…..

Vi volgiamo bene…mamma e papà.

 

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